Perché abbiamo fondato gli Invisibili in Movimento?

Da anni assistiamo ad una politica che ha smesso di fungere da cerniera sociale. Una politica incapace di unire le persone, aggregandole intorno ad un obiettivo comune da raggiungere insieme, incapace di compiere una vera ridistribuzione della ricchezza, del potere e delle opportunità. Situazione che oggi si traduce in aumento esponenziale delle disuguaglianze.

La crisi economica e sociale che stiamo vivendo nasce ben prima della pandemia ed è stata alimentata dall’indifferenza verso il prossimo e dall’individualismo. Oggi viviamo un momento in cui pare che la ‘storia abbia ricominciato a correre’, purtroppo nel verso sbagliato.

Serve una politica capace di trasformare le miserie del nostro tempo in speranza per l’Italia. Dal 1990 ad oggi l’Italia è l’unico paese OCSE in cui le retribuzioni medie lorde sono diminuite. L’82,3% degli italiani pensa di meritare di più nel lavoro e il 65,2% nella propria vita in generale. Il 69,6% si dichiara molto inquieto pensando al futuro, e il dato sale al 70,8% tra i giovani”, come rivela il 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Le tante persone che attraversano momenti di difficoltà hanno bisogno che la politica non li consideri solamente dei meri elettori ma degli esseri umani di cui prendersi cura e a cui dare risposte concrete. Secondo l’ISTAT in Italia oggi ci sono 5,6 milioni di persone impoverite, 2,3 milioni di famiglie colpite da povertà energetica, 1,2 milioni di bambini poveri, e 12 milioni di persone che pur lavorando vivono in condizioni di povertà.

Per troppo tempo abbiamo bussato alle porte del palazzo, che si è però dimostrato incapace di ascoltare le grida di sofferenza delle nostre famiglie, dei nostri fratelli e sorelle. Ci siamo rivolti a tutti gli schieramenti dell’arco costituzionale, cercando sempre di fare gli interessi di chi ha bisogno. Nostro malgrado, troppe volte abbiamo visto mettere gli il mantenimento dello status quo davanti alla dignità e ai bisogni delle persone.

È dunque arrivato il momento di unirsi e mettersi in gioco in prima persona per aiutare coloro che finora sono rimasti inascoltati, ad urlare la loro voglia di vivere, i loro bisogni. Lavorando insieme a coloro che hanno vissuto nel fango della povertà e della precarietà vogliamo disegnare delle soluzioni giuste, per un futuro migliore.

La volontà è di ricostruire confidenza e speranza nel futuro della nostra società e farlo sfidando lo status quo, scuotere i pregiudizi, e impostare il nostro agire etico e politico secondo un’ottica di trasformazione profonda della politica e della società al fine di realizzare un ideale di uguaglianza sostanziale e non solo delle opportunità.

I nostri obiettivi

  • Costruire una Comunità di esseri umani liberi attraverso la federazione di mondi diversi (o apparentemente lontani nelle diverse articolazioni della vita) ma accomunati dagli stessi bisogni, sogni, desideri e speranze;
  • Dotare i membri della Comunità degli strumenti necessari (in una dimensione intersezionale) per decifrare, approfondire e affrontare le cause delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali ed i fattori socio-culturali ed economici che costringono le persone a vivere nell’invisibilità e nell’infelicità, e che sono quindi alla base di sofferenze profonde e solitudini strutturali;
  • Spronare la Comunità (attraverso una rivoluzione spirituale e morale) ad immaginare un nuovo modello di società, basato sulla solidarietà e sulla generosità relazionale-collettiva, dove l’economia è al servizio degli esseri umani e la politica è in grado di dare speranza attraverso azioni concrete che migliorano la vita delle persone;
  • Promuovere processi socio-culturali (ancorati nella dimensione temporale e spaziale in un’ottica di giustizia socio-ambientale) finalizzati a migliorare le condizioni materiali ed immateriali di tutte le persone indipendentemente dalla loro classe sociale, dalla loro provenienza geografica, dal loro colore della pelle, dal loro genere, dalla loro età, della propria condizione fisica (disabilità), dal loro orientamento sessuale o dalla loro appartenenza religiosa;
  • Favorire l’unità dei membri della Comunità per consolidare una consuetudine ad ascoltare, a proteggere e a curare il prossimo. Favorire l’aggregazione per sconfiggere l’individualismo che porta ad isolarci e renderci ostaggi dei nostri problemi. Condividere i bisogni per tracciare una strada comune verso le soluzioni. Così facendo ridare voce a chi l’ha persa o non l’ha mai avuta.
  • Essere uno strumento di aggregazione popolare e non populista, caratterizzato da idee di progressismo trasformativo che accompagni e supporti i diseredati di tutte le estrazioni sociali, degli scartati, di coloro che sono rimasti schiacciati dalle disuguaglianze e dalla globalizzazione orientata al vantaggio dei pochi, dagli egoismi e dall’indifferenza, da condizioni di vita precarie e che sostenga chiunque creda nella necessità di costruire un futuro più prospero e accessibile per tutte e tutti.

Le attività della comunità sono incentrate sui principi e valori della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.